Il Sole 24 Ore scrive: Per anni siamo stati abituati alle notizie gratuite in Internet ma questa realtà è destinata a mutare nel futuro. La strada è quella tracciata da Rupert Murdoch: l’informazione non può continuare a essere gratis.
Mi spiace per coloro che sognano un’editoria online a pagamento ma credo che la realtà muterà solo nei sogni “bagnati” di Confindustria e Murdoch. La crisi della carta stampata negli Stati Uniti ed in altri paesi è in parte dovuta alla diffusione di internet, ma l’Italia è sicuramente un caso a parte. Qui la gente non legge (giornali, ma anche libri) semplicemente perché non legge, non in quanto abituata a fruire dell’informazione gratuita di internet. Non a caso in Italia la maggior parte degli italiani dichiara di informarsi attraverso giornali e televisioni; non lo dico io ma il Censis che scrive letteralmente: internet resta al palo.
Mi chiedo: ma se Il Sole 24 Ore e gli altri giornali non riescono a produrre utili con il tradizionale canale della carta stampata, che secondo il Censis in Italia ha un ruolo ben più importante del web, come possono sperare di riuscire a convincere le persone a pagare per usufruire di contenuti via internet, luogo ove la ristretta cerchia di “utilizzatori finali” (ormai il virgolettato è d’obbligo) è abituata ad avere da sempre tutto gratis?
L’unica soluzione possibile sarebbe quella già applicata per sostenere la carta stampata: finanziamenti statali a pioggia pagati con i soldi dei contribuenti.
Nell’articolo sul Sole inoltre vi è un passaggio che francamente suona un po’ ridicolo: [....]ed è un falso mito che blog e social network possano sostituire in toto le testate giornalistiche. Queste svolgono il compito di dare forma e spessore ai fatti, trasformandoli in notizie, non si limitano a riportare un evento commentandolo..
Da morir dal ridere. In Italia i giornali, soprattutto quelli online, non fanno altro che riciclare le notizie Ansa, per quanto riguarda i contenuti basta vedere il trionfo di tette e di culi che si trovano solitamente nelle home page dei due principali quotidiani online (Corriere e Repubblica) o prendere in considerazione l’approccio che molti giornali hanno nei confronti del potere: sempre docili ed accondiscendenti, attenti a non urtare la “sensibilità” di coloro che, in un modo o nell’altro, permettono la sopravvivenza della carta stampata con i finanziamenti a pioggia di cui sopra.
Vero è che la “bimbominkiosfera” italiana è messa davvero male, ma ancora una volta prendiamo in considerazione un caso disperato ed unico al mondo: quello italiano.
La bimbominkiosfera italiana e per lo più composta da blogger che aspirano a fare i giornalisti, cosa che li accomuna a molti blogger di tutto il mondo, con la differenza che nel resto del mondo i blogger investono tempo, denaro, risorse, per creare prodotti di buon livello e curati graficamente, in Italia invece è la solita improvvisazione che si regge sul motto: “tutto gratis, tutto subito”.
Ed ecco quindi che la bimbominkiosfera italiana è per lo più un festival di bloggherelli creati in quattro e quattr’otto su qualche piattaforma gratuita e realizzati con colori e font talmente sgargianti da bruciare la retina del povero lettore che ha avuto la sventura di imbattersi in questo blogghorror vacui, vittima plausibile di un click ad una delle notizie presenti nella homepage di NoNotizie luogo ove il povero lettore era giunto con la convinzione di trovare notizie, o almeno qualcosa di interessante e non il nulla che galleggia, ignaro, in un mare di banalità frutto di scambi di favori e ripicche infantili.
Credetemi, gli intrecci sordidi riportati nell’ultimo libro di Gomez e Travaglio sono ben poca cosa rispetto ai vicendevoli ed interessati “scambi di favori, link e voti” a cui sono adusi certi (s)blogger italici; intenti vieppiù a criticare il Presidente del Consiglio, ma ben disposti ad imitarne, nel loro (miserevole) piccolo, i peggiori vizi. Allora forse si che la scelta per il lettore internettiano diventa davvero ardua: pagare per leggere contenuti di giornali servi dei potenti o leggere gratis le NonNotizie degli (s)blogger che si spompinano a vicenda e che tra l’altro fungono solo da cassa di risonanza delle notizie scelte dai giornali stessi?
La risposta è incerta, l’azione è indubbia: una grossa pernacchia a tutti quei blogger che cianciano di moralità, di giustizia, di meritocrazia e nel loro piccolo sono più mafiosi, disonesti, furbi, approfittatori, di coloro che tanto criticano ma a cui, purtroppo per loro, tanto somigliano.
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Un 1 italiano su due 2 non usa internet. Editoria a pagamento, con chi la fai? | Doxalog 09:07 on 15 settembre 2009 Permalink |
[...] “separati in casa, gli italiani tra cultura e tecnologie”. Ripeto quindi la domanda: gli editori vorrebbero far pagare gli articoli online, ma a chi visto che in Italia internet è usata da quattro gatti e la maggior parte di questi è [...]