Un negoziante empolese ha appeso un cartello sulla vetrina del suo negozio: “vietato ai cinesi se non parlano italiano”.

Vietato l’ingresso “I suppose”, tuttavia mi chiedo: come farà l’impavido commerciante a distinguere i cinesi copioni dai ricchi turisti giapponesi o sud coreani? In base all’abbigliamento, alla pettinatura? Oppure li caccerà tutti a prescindere rischiando così di perdere anche eventuali incassi? Mistero. Credo infatti che l’ineffabile commerciante non parli il cinese. Il comune ponga immediatamente rimedio alla questione ed impedisca al commerciante di fare errori: una bella croce di David sul petto e l’identificazione è bella e fatta!

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