Paola Concia, la relatrice del provvedimento contro l’omofobia, dice: che bisogna espellere la Binetti dal Partito Democratico. Così, tra le altre cose, “i militanti probabilmente andranno molto piu’ numerosi a votare alle primarie del 25 ottobre”.


Ma la Costituzione Italiana, sbandierata ad oltranza e secondo convenienza, dice che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Questo significa che l’On. Binetti è libera di votare come cavolo gli pare. Il problema semmai è a monte: l’On. Binetti aveva creato già problemi al precedente governo di centro sinistra, le sue idee sono ben chiare a tutti, allora perché è stata ricandidata nel PD? Qualcuno dice che il PD è un partito aggregante, che raccoglie tutte le voci e tutte le opinioni. Io dico che questa è una gran fesseria che viene detta per imbonire l’elettore ed aggiungo che la scelta dei Parlamentari da eleggere è un gioco di poteri tra “correnti” e poco ha a che fare con la “rappresentatività delle opinioni”. Il problema quindi, on. Concia, non è espellere la Binetti ora ma semmai non candidarla prima e decidere a priori qual è la linea politica e quali sono le idee di questo ammasso informe di burocrati che qualcuno si ostina a chiamare partito.

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