Pensare che c’è ancora gente che spende soldi per andare a vedere le commedie al cinema. Questo si che è NeoNeorealismo. Bellissima anche la musica dance che accompagna il video, tanto per non togliere niente al luogo comune.
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Vincent Vega
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Così, finalmente, la tanto criticata, numeraria dell’Opus Dei, Paola Binetti ha abbandonato il Partito Democratico per approdare nell’UDC di Casini, insieme ad Enzo Carra e Dorina Bianchi.
Paola Binetti ha sbattuto la porta, qualcuno gioirà, senza pensare al fatto che Paola Binetti & Co rientreranno comunque dalla finestra grazie agli scellerati accordi che il PD intende fare in tutta Italia con l’UDC, che prevedono l’eliminazione della sinistra, vedi in tal senso anche il caso Puglia, in favore di un abbraccio mortale con l’UDC. Al posto loro farei un nuovo partito, il PDC (Partito dei Cristiani), tanto l’elettorato a sinistra non riusciranno più a prenderlo in giro.
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Vincent Vega
Governo: carcere per chi provoca le valanghe.
Ma si, tanto nelle carceri c’è posto.
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Vincent Vega
Ex Vescovo: “Niente comunione ai gay”;
La Russa: Forze armate: gay, nessuna preclusione;Ora resta da capire come riconosceranno i gay. Tastandone degli attributi? Analizzandone la voce? Verificandone il comportamento? Sono davvero curioso, come si fa? Tipo, come si riconoscono i gay per evitare che diventino ad esempio sacerdoti o vescovi?
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Vincent Vega
Sicuramente i “padani” di Roma Ladrona e nepotista saranno contenti della candidatura di Renzo Bossi. Scelto per la sua cultura, la sua capacità e le sue doti morali.
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Vincent Vega

Dal Vangelo secondo Bondi, 15,32-39:
33 I discepoli gli dissero: «Dove potremmo trovare, in un luogo deserto, tanti spettatori da riempire il paginone centrale?» 34 Berlusconi chiese loro: «Quanti spettatori avete?» Essi risposero: «Sette, e poche bandiere». 35 Allora egli ordinò al fotografo di accomodarsi per terra. 36 Poi prese i sette spettatori e le bandiere; e, dopo aver reso grazie, li moltiplicò (con photoshop) e li diede ai discepoli, e i discepoli al fotografo. 37 E gli italiani mangiarono tali puttanate e furono sazi; e, degli spettatori avanzati, si raccolsero sette panieri pieni per nuove pubblicazioni. 38 Quelli che avevano mangiato erano, secondo i sondaggi, la “maggioranza degli italiani”, senza contare le donne e i bambini che sono notoriamente esseri inferiori.
39 E Berlusconi, dopo aver congedato il fotografo, salì nel suo jet privato e andò alla Knesset a criticare i farisei.
Grazie a San Precario per aver svelato quest’ennesimo miracolo del Santo suo collega.
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Vincent Vega
Il Senato approva la Legge sul processo breve. Brevissimo è stato sicuramente il percorso che ha portato alla prima approvazione della legge, il Parlamento è stato davvero velocissimo.
Se il Governo fosse altrettanto veloce e parimenti interessato all’approvazione di leggi che tutelino situazioni come questa, come quella di Eutelia, Omnia Network, forse molti lavoratori avrebbero uno stipendio da portare a casa.
Mi chiedo ancora una volta, quali sono le priorità degli italiani, anche quelli che hanno votato per questo governo. Il processo breve, anzi, la morte dei processi, oppure il lavoro, lo stipendio, il futuro dei figli? Mi chiedo, tra gli altri processi, quante cause di lavoro sfumeranno in un nulla di fatto a causa della legge sul processo breve? Quanti lavoratori non vedranno mai riconosciuti i loro diritti?
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Vincent Vega
Un negoziante empolese ha appeso un cartello sulla vetrina del suo negozio: “vietato ai cinesi se non parlano italiano”.
Vietato l’ingresso “I suppose”, tuttavia mi chiedo: come farà l’impavido commerciante a distinguere i cinesi copioni dai ricchi turisti giapponesi o sud coreani? In base all’abbigliamento, alla pettinatura? Oppure li caccerà tutti a prescindere rischiando così di perdere anche eventuali incassi? Mistero. Credo infatti che l’ineffabile commerciante non parli il cinese. Il comune ponga immediatamente rimedio alla questione ed impedisca al commerciante di fare errori: una bella croce di David sul petto e l’identificazione è bella e fatta!
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Vincent Vega
Per capire quante puttanate scrivano i giornali e soprattutto quanto sia necessario prenderli con le pinze ogniqualvolta riportano una notizia basta leggere come, in massa, abbiamo avallato la fesseria secondo la quale Google starebbe censurando le immagini dell’aggressione di Tartaglia a Berlusconi. Non solo quindi i giornali avvallano le fesserie scritte da gente che non capisce una fava di internet e che si esalta ad ogni ipotesi complottista, ma a volte sono capaci di rincarare pure la dose aggiungendo ulteriori ipotesi fantasiose e ridicole alle già puerili tesi presenti su luoghi ameni come NoNotizie.
Comico in tal senso “Il Giornale” della famiglia Berlusconi, quotidiano i cui articoli ho già criticato qualche giorno fa su Mentecritica. “Il Giornale” guidato da Vittorio Feltri sul caso Google Images scrive:A tre giorni dall’aggressione, su Google sono «sparite» le foto di Berlusconi con il volto insanguinato.
In realtà il termine esatto è: non ci sono mai state perché ancora non sono state indicizzate. I tempi di indicizzazione di google images sono superiori a quelli del motore di ricerca classico. Sarebbe bastato chiedere ad una qualsiasi persona minimamente esperta di internet per evitare di scrivere siffatte idiozie.
È un vero e proprio giallo visto che, al contrario, non mancano le prese in giro. C’è il fotomontaggio con una falce e martello sulla fronte, quella in cui appare vestito da re con la corona e mentre viene soccorso dopo essere stato colto da malore. Un mistero, visto che lo stesso non accade con altri motori come Bing e Yahoo dove appaiono le foto più drammatiche.
Quindi google è comunista, probabilmente è parte del network dell’odio di cui ha parlato Cicchitto e magari è covo di terroristi come Facebook secondo l’idea di Schifani. Mentre Yahoo e Microsoft sarebbero aziende serie e non aggregate al network dell’odio ed infatti riportano le immagini di Berlusconi sanguinante. Siamo oltre il ridicolo, al di fuori di ogni decenza, lasciamo che pseudogiornalisti scrivano minchiate di qualsiasi genere, senza alcuna critica, senza alcun approfondimento, senza magari intervistare i diretti interessati e chiedere chiarimenti. Vogliamo davvero chiamare tutto questo giornalismo? Mi sembra un’esagerazione francamente, neanche i giornaletti scolastici raggiungono certe vette di mediocrità.
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Vincent Vega
Maroni: auspica provvedimenti per bloccare certi siti internet e pagine di Facebook. La questione di se e come oscurare i siti violenti “se sarà il caso” sarà esaminata già nel Consiglio dei ministri del 17 dicembre.
Nessuno mi toglie dalla testa il fatto che se Facebook fosse stato un social network creato da una startup italiana e ospitato su server italiani lo avrebbero già chiuso da tempo. L’unica cosa che consente a Facebook di rimanere in piedi è il fatto che si tratta di un progetto americano che vale milioni di dollari. Lavorare sul web in Italia? Probabilmente un rischio che non vale la pena correre. Parlo da persona che a più riprese ha espresso antipatia per Facebook.






