Separazione dei poteri. Come è stato scritto più volte è uno dei principi alla base della democrazia. Tuttavia, molte delle persone che giustamente si inalberano quando qualcuno cerca di mettere in discussione questo principio, non hanno la stessa reazione quando avviene il contrario, ovvero quando i Magistrati decidono di fare politica. Non so se questo sia il caso di Claudio, che nei commenti al pezzo precedente consiglia di esprimere una preferenza per Luigi De Magistris, ma invito anche Claudio a riflettere su questo fatto. Credo che l’altissima presenza di ex Magistrati in politica, uno dei quali addirittura leader di un partito, non sia un fatto positivo per il paese e sia invero un’altra delle tante anomalie. Non pare anche a voi?
If you enjoyed this post, make sure you subscribe to my RSS feed!Leggi anche:
- Massimo Russo, Giovanni Ilarda, Caterina Chinnici. Raffaele Lombardo presenta la nuova giunta, ben 3 magistrati.
- Vanessa e Alberto fanno sesso nella casa del GF9
- Amanda Knox, omicidio Meredith Kercher, il New York Times contro i magistrati italiani.
- Bondi attacca i magistrati. Sentenza Mills attesa per domani.
- Come funziona la politica.





Claudio 17:56 on 29 maggio 2009 Permalink |
Ciao Vincent, ti ringrazio per aver aperto una discussione in proposito. Ti dico come la penso:
- ritengo che il modo in cui si pilota l’opinione pubblica oggi spinga spesso a ritenere “strane” cose normali e viceversa. Siccome non vengono rispettate, nel dialogo, le regole logiche più elementari, capita spesso che alla ddomanda (per esempio): “il tuo è un conflitto di interesse” si risponda come “anche tu o quel tuo amico è in conflitto di interesse”. In sostanza non si risponde, non si chiarisce ma si alimenta il dubbio e il caos per coprire i propri punti deboli
- venendo al punto: un magistrato è un libero cittadino. se SI DIMETTE da magistrato ed entra in politica non vedo cosa vi sia di male. un potere è tale finchè si è in grado di esercitarlo. se una persona non è più in grado di esercitare il cosiddetto potere giudiziario, che potere gli resta? l’immagine, il ruolo sociale che ha svolto? è il motivo per cui si candidano attori, giornalisti, medici, poliziotti, ecc. cioè coloro che hanno svolto un ruolo sociale di una qualche visibilità.
- Mi inviti a riflettere sulla separazione dei poteri, ma non hai espresso chiaramente in cosa consiste l’anomalia di un magistrato che SI DIMETTE e entra in politica.
- perchè tanti magistrati in politica? non so, innanzitutto bisognerebbe valutare la quantità in senso relativo. bisognerebbe vedere, ad esempio, se ci sono altre categorie professionali che si “buttano” in politica molto più dei magistrati pur essendo un po’ meno “visibili”. per esempio gli avvocati. Più in generale se qualcuno lascia una professione (quando la lascia!) per entrare in politica non credo ci siano moltissime possibilità per tale scelta (escludendo “l’amore a prima vista”..):
1. nella politica trova dei vantaggi personali
2. è il risultato di una passione politica a lungo coltivata
Ultimamente mi sembra che si verifichi anche più di frequente:
3. subisce delle ingiustizie. ad esempio, gli viene impedito di svolgere la sua quotidiana professione.
Vincent Vega 10:01 on 3 giugno 2009 Permalink |
Massimo, scusa il ritardo ma mi sono fatto qualche giorno di vacanza..
Andiamo con ordine.
Cosa che purtroppo è vera. L’Italia è un paese controllato da una serie di poteri forti che fanno il bello ed il cattivo tempo. Il conflitto di interessi di Berlusconi, uno dei tanti anche se uno dei più palesi, è il frutto marcio di una politica marcia. Creato da scempiate leggi sulle radiofrequenze, “liberato” dalla legge Mammì e “tutelato” dalla sinistra di Governo, che lo agita solo per interesse elettorale ma che, come disse pubblicamente Violante in Parlamento, non ha nessun interesse a risolvere.
- Il Magistrato è un libero cittadino che però svolge un ruolo preciso e molto importante. Non può e non dovrebbe mai fare politica. Lo diceva già Montanelli ai suoi tempi quando invitava Di Pietro ed il pool ad andare avanti con le loro inchieste ed invitava pubblicamente Di Pietro ad evitare di scendere in politica. Io non credo che un Magistrato si separi completamente dal suo lavoro, neanche quando entra in politica. Lì nel palazzo ha le sue conoscenze, ha avuto accesso ad atti che dovrebbero essere solo dei Magistrati… insomma vi sono una serie di implicazioni che rendono la scelta di scendere in politica piuttosto discutibile. Secondo me è un’anomalia, così come sono un anomalia i tanti “giornali di partito” ed i tanti giornalisti che scendono in politica.
Tra l’altro, quando un Magistrato divenuto famoso proprio grazie ad inchieste di carattere politico decide di scendere in politica allora alimenta giustamente il sospetto che le sue azioni non fossero propriamente e solamente per la giustizia. I Magistrati sono persone con le loro debolezze e parte di loro certamente preferisce un’inchiesta che potrebbe renderlo famoso e fargli fare un avanzamento di carriera piuttosto che un inchiesta su un ladro di polli.
- Si, ci sono molti avvocati in politica, ma così anche tu hai risposto ad una mia domanda con un’altra domanda. Così come fanno molti in merito al conflitto di interessi. Un conflitto di interessi non ne giustifica un altro. L’avvocato comunque non lavora per uno dei tre poteri dello Stato, è un libero professionista, quindi la questione non si pone. Certo, che ci siano tanti difensori di Berlusconi è un’anomalia, ma come abbiamo detto un’anomalia non giustifica un’altra anomalia.
Vincent Vega 10:02 on 3 giugno 2009 Permalink |
Devo eliminare questo neretto nei commenti di risposta perché fa davvero schifo… appena ho due minuti…
Alessandro 20:45 on 6 giugno 2009 Permalink |
Mah.. Meglio ex magistrati che condannati. Meglio legalisti che furbacchiotti.. Ecco. In un momento come questo dove vedo l’illegalità come unico valore pubblico, anelo politici legalisti.
Stefano 14:32 on 11 giugno 2009 Permalink |
Se può far comodo, agevolo il seguente manifesto programmatico politico di chi è tuttora magistrato:
http://magistraturademocratica.it/node/2154/print
(dal sito http://www.magistraturademocratica.it)
ivan 14:01 on 31 marzo 2010 Permalink |
Caro Vincent, leggo solo ora il tuo interessantissimo blog!
E sono perfettamente d’accordo con te circa il “passato innegabile” di un magistrato!
E difatti mi trovo con te nella risposta data a Claudio:
Il conflitto di interessi è bipartisan, ormai è ovvio: ma se quello di Berlusconi vizia (forse) l’esito delle elezioni, quello dei magistrati (a volte ex…) mina un principio fondamentale delle moderne società democratiche: la divisione dei poteri!!! Che è ben altra cosa (a mio avviso).