Nelle sale cinematografiche sta per uscire “Barbarossa, un film fortemente voluto dalla Lega Nord (esistono anche intercettazioni in merito), costato 30 milioni di Euro e pagato al 40% dalla RAI ed al 10% dal Ministero dei Beni Culturali.
Guardando il trailer mi è venuto in mente un altro film che a Barbarossa somiglia tantissimo, anche per le tematiche trattate: Braveheart.
Anche il film di Mel Gibson raccontava la storia di un eroe che combatte per liberare la sua terra dall’invasore straniero. Nel caso di Braveheart l’invasore straniero è rappresentato dagli Inglesi, mentre nel film di Martinelli l’invasore è Federico Barbarossa.
Però tra i due film c’è un’enorme differenza; Braveheart racconta una storia che, seppur molto romanzata, ha un fondo di verità: William Wallace è esistito davvero. Alberto da Giussano invece è un personaggio leggendario.
Quando dico leggendario non intendo dire memorabile o mitico, ma frutto di leggende. Alberto Da Giussano è un personaggio leggendario come Re Artù, il Mago Merlino ed i Cavalieri della Tavola Rotonda, oppure leggendario come il Santo Graal… o come Babbo Natale (ebbene si, Babbo Natale non esiste, fatevene una ragione). Insomma, sto Alberto da Giussano è una cosa inventata, proprio come la Padania; la differenza sta nel fatto che forse un Alberto Da Giussano potrebbe essere esistito, mentre invece la Padania NO, non è mai esistita se non come mera espressione geografica. Non c’è mai stato un regno Padano e l’unico Padano doc è il formaggio Grana.
Andrebbe benissimo così se qualcuno non usasse questo film per patetici fini di propaganda, tralasciando di sottolineare che la storia raccontata nel film è frutto di invenzione, una grande immensa balla. Il problema è che un popolo mediamente ignorante come quello italiano si lascia convincere dalle “finzioni” storiche raccontate dai film e le trasforma in verità. Ancora oggi conosco persone che sono convinte dell’esistenza del gladiatore Massimo Decimo Meridio il quale avrebbe ucciso l’imperatore Commodo in un mitico combattimento dentro al Colosseo.
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Emanuele 12:38 on 9 ottobre 2009 Permalink |
ahahahah! bello doxa!!
Vincent Vega 12:43 on 9 ottobre 2009 Permalink |
Riconosci la colonna sonora?
Emanuele 13:17 on 9 ottobre 2009 Permalink |
cacchio…no…questa mi sfugge…
Vincent Vega 13:31 on 9 ottobre 2009 Permalink |
Rage “Lingua Mortis”.
Vincent Vega 13:31 on 9 ottobre 2009 Permalink |
Mettila su Metal Invasion!
Vincent Vega 12:51 on 9 ottobre 2009 Permalink |
Tra l’altro un film padano c’era già:
http://www.youtube.com/watch?v=4ilvYYqFtrY&feature=related
Sergio 10:52 on 10 ottobre 2009 Permalink |
scusa ma… perchè allora non hai scritto lo stesso articolo per l’uscita di king arthur?
Vincent Vega 11:00 on 10 ottobre 2009 Permalink |
Uh, che domandone difficile. Forse perché nessuno ha mai osato far passare King Arthur per un film storico?
William Wallace, Alberto da Giussano e Babbo Natale | BNotizie Magazine 19:07 on 10 ottobre 2009 Permalink |
[...] l’articolo originale: William Wallace, Alberto da Giussano e Babbo Natale Tags: Alberto Da Giussano, Amp, Articolo, Babbo Natale, Braveheart, Euro, Film Di Mel Gibson, [...]
Fabrizio 16:35 on 13 ottobre 2009 Permalink |
Grande recensione. Una squallida operazione propagandistica ad uso di chi la storia preferisce farsela raccontare a mo’ di favoletta.
Vincent Vega 16:37 on 13 ottobre 2009 Permalink |
Grazie.
sara 20:44 on 14 ottobre 2009 Permalink |
E’ lo stesso popolo mediamente ignorente che crede che 1000 garibaldini possano sconfiggere un regno come quello delle due sicilie, che nino bixio sia un eroe e non uno che sparava sui contadini che chiedevano terre coltivabili, che i savoia non abbiano intrapreso una pura guerra di conquista territoriale, con una riscrittura della storia da parte di quelli che gli storici inglesi definicono con disprezzo “storici savoiardi”. Se la padania non esiste di sicuro non esiste quest’italia, fata di mamma rai, nazionale di calcio e retorica patriotica.
Vincent Vega 20:51 on 14 ottobre 2009 Permalink |
Ecco, si, brava, la storia la fanno i vincitori. Tuttavia, né vincitori né perdenti hanno mai blaterato dell’esistenza della Padania. La Padania non esiste mentre quella che certi baluba chiamano Padania, pensa tu, si è chiamata Regno D’Italia prima di tutto il resto della nazione.
ICIO 14:21 on 25 ottobre 2009 Permalink |
Lo storico Federico Rossi di Marignano afferma di aver trovato, fra gli archivi storici del comune milanese, documentazione sull’esistenza di un certo Alberto da Giuxano, personaggio riconducibile alla figura del famoso eroe
Vincent Vega 14:30 on 25 ottobre 2009 Permalink |
Federico Rossi di Marignano, il povero autore del libro sapientemente “modificato” dagli sceneggiatori:
http://lanostrastoria.corriere.it/2009/10/rossi-di-marignano-la-mia-veri.html
Storicamente esistono documenti che parlano di Alberto da Giussano, ma gli storici tendono a credere che il personaggio sia stato inventato.
ICIO 14:29 on 25 ottobre 2009 Permalink |
Forse Giosuè Carducci nel 1879 aveva un Vincent Vega che scriveva di quanto fosse scandalosa la publicazione della sua celebre opera “Della Canzone di Legnano”.
Vincent Vega 14:31 on 25 ottobre 2009 Permalink |
Gosuè Carducci ha scritto “La canzone di Legnano” come inno all’unità d’Italia, non certo per soddisfare l’ego di Bossi & Co. Anzi, se fosse vivo sicuramente li prenderebbe a calci in culo. Ah, poesie e libri non sempre parlano di personaggi realmente esistiti, spero tu ne sia al corrente.
matteo 12:50 on 5 novembre 2009 Permalink |
Eh eh….se è tutta una bufala e sono cose inventate non vedo perché parlarne così tanto e criticare…eh eh eh…la sinistra è sempre uguale…
Vincent Vega 12:54 on 5 novembre 2009 Permalink |
Perché anche se è una bufala e sono tutte cose inventate ci sono un sacco di farlocconi che ci credono.
Toh, non sapevo di rappresentare la sinistra.
Mamma mia, il festival dei luoghi comuni (e dei farlocconi) si è trasferito sul mio blog.
matteo 23:02 on 5 novembre 2009 Permalink |
Il festival dei luoghi comuni lo hai aperto tu per primo…a te il merito!
Vincent Vega 00:49 on 6 novembre 2009 Permalink |
Cos’è un giochino per bambini?
“Tu sei brutto”
“No, tu lo sei, gne gne gne”.
Su, andiamo, quali sarebbero i luoghi comuni che avrei espresso. Gne gne gne gne?
matteo 08:23 on 6 novembre 2009 Permalink |
sì è vero, sei proprio un bambino, è incredibile come la libera informazione sdogani tutte le polemiche possibili e le obiezioni più idiote. Ognuno diffonde le idee che vuole, se poi la massa è ignorante e le segue affari loro. Gli altri perché anziché criticare non forniscono idee alternative e soprattutto valide? Forse perché non ne hanno… E succede che tutto quello che sanno fare è prendere parte ad uno stupido tira e molla senza fine. Se vuoi, continua pure da solo. non avrai problemi!
Vincent Vega 10:00 on 6 novembre 2009 Permalink |
Si si, ok, io sono un bambino e tu un uomo sveglio che dice: “sei tu che l’hai detto”. Ma non hai risposto. Dove sono i luoghi comuni? Non so se ti rendi conto del fatto che il tuo commento è totalmente nonsense.
Già, che brutta cosa la libera informazione che sdogana idee idiote.
Idee alternative a cosa? Ad un film? I film da che mondo è mondo si criticano, a volte positivamente a volte negativamente. Se il film è la sagra delle boiate si dice: “questo film è la sagra delle boiate” e finisce lì. Se il film è la sagra delle boiate pagata con i soldi dei cittadini si dice: “questo film è una boiata e l’hanno fatto pure con i soldi delle nostre tasse”, e finisce lì. Anche perché, gira gira, proprio perché una boiata, sto benedetto film nessuno è andato a vederlo e solo chi ha ancora voglia e tempo da perdere si mette a rompere per discutere con chi ha semplicemente criticato un film, accusando l’autore della critica con invettive contro la sinistra, la libera informazione e la mancanza di idee.
Non c’è niente di normale in tutto questo, il fatto che tu non colga l’assurdità delle tue invettive senza senso rendono il tutto ancora più abberrante.
La mancanza di idee mi pare sia la tua, che oltre a fare specchietto specchietto dicendo “sei tu che lo dici”, “sei tu che sei bambino”, non hai apportato molto alla discussione. Hai contribuito ad annoiarmi però, contento tu.
Davide 16:40 on 5 febbraio 2010 Permalink |
Ciao Vincent. Ma tu credi davvero che un film che narra eventi bellici del 12o secolo, ovviamente inventati come tutti i film ambientati nel passato remoto dell’umanità, possa generare consenso per un partito politico e democratico nel 21o secolo? Io credo che al massimo possa far incazzare i non leghisti come te e divertire i leghisti come me. Tutto quà. Gli riconosci un potere che non ha e, proprio su quel potere da te immaginato, crei la tua critica e la tua indignazione.
Secondo te sono in molti ora a votare Lega perchè hanno visto Barbarossa?
Secondo me ci sono, ma sono in numero assolutamente insignificante.
In numero paragonabile a quanti hanno votato a sinistra grazie a “I diari della motocicletta”. Film in cui non ho visto il men che minimo di verità storica nella figura di un assassino rivoluzionario antidemocratico, che ha ucciso e fatto uccidere un sacco di civili cubani durante la rivoluzione.
Per quanto riguarda i finanziamenti ai film – leggi questi risultati dei registi di sinistra:
http://www.clandestinoweb.com/editoriale/20908-tutti-i-film-finanziati-e-gli-incassi.html Non voglio essere polemico. Che ne pensi? E’meglio buttare soldi per finanziare i film su lesbiche isteriche o figli disadattati, che su Barbarossa, perchè non storically correct?
Quando dici che gli italiani sono persone mediamente ignoranti manifesti un senso di superiorità abbastanza patetico. Non sei l’unico ad aver studiato. E’l'intelligenza non è possesso esclusivo di chi la pensa come te.
Inoltre, leggendo le tue risposte ho notato che sei stato spesso scortese – e lo sei stato sbagliando frequentemente punteggiatura!
Se Alberto non è mai esistito, non cambia nulla-rimane un simbolo ugualmente. Forse è stato proprio concepito come simbolo; come semplificazione e personificazione dello spirito di difesa della libertà e dell’orgoglio umano e politico di un popolo che si vedeva invaso ed ha reagito.
Forse la stella cometa, il bue e l’asinello, i magi, c’erano? Nella storia molte cose sono state simboleggiate. Il film è un film. La Padania esiste nel cuore di chi ci crede, come Dio e come Babbo Natale.
Ciao Davide
Vincent Vega 09:43 on 6 febbraio 2010 Permalink |
Lo crede sicuramente Bossi. Cito: Berlusconi (a Saccà ): C’è Bossi che mi sta facendo una testa tanta con questa cavolo di fiction di Barbarossa. Allora mi fai una cortesia? Puoi chiamare la loro soldatessa dentro il consiglio [la consigliera leghista della Rai, Giovanna Bianca Clerici, nda] dicendogli [sic] testualmente che tu mi hai dato la garanzia che è tutto a posto. Chiamala, perché ieri sera a cena Bossi mi ha detto: “ma insomma”…di qui, di là.
La propaganda attraverso il cinema d’altro canto non è una cosa nuova, i primi a capire che le masse si “plagiano” con la cultura di “massa” furono i regimi nazi-fascisti. I risultati non furono neanche pessimi come quelli di Martinelli, vedi ad esempio la cinematografia di Leni Riefenstahl.
Registi di sinistra? Da cosa lo hai stabilito? Li hai interrogati uno ad uno per sapere cosa votano? Vedi, questo tipo di affermazioni assolutistiche credo che già ti qualifichino. Chi mette i paraocchi e parte alla carica come un toro, carico delle sue infinite certezze, dimostra scarso spirito critico e notevole “indottrinamento”. Così, scorrendo velocemente la lista, ho letto il nome di Luca Barbareschi che a quanto mi risulta è addirittura parlamentare del PDL, quindi sicuramente di destra. Ora manca che la tua prossima risposta sia: “ma si sa che gli artisti sono tutti di sinistra” così il quadro di luoghi comuni che hai iniziato a dipingere (e che si era concluso con le lesbiche isteriche ed i figli disadattati) sarà davvero completo.
Nel merito: leggendo la tabella si scoprono finanziamenti a film che non sono mai usciti. Ci sarebbe da discutere.
Sempre scorrendo la tabella si notano cifre decisamente più basse rispetto a quelle di cui si parla per Barbarossa, che ha ricevuto finanziamenti statali ma soprattutto pesanti finanziamenti dalla Rai, che è pur sempre una società di stato.
Mah, io parlo statistiche alla mano, non faccio affermazioni assolutistiche sui registi di sinistra ed i guerriglieri assassini. Secondo l’UNLA gli italiani totalmente analfabeti rappresentano il 12% degli italiani, contro il 7% circa di laureati. Questo ci pone all’ultimo posto tra i paesi più istruiti. Secondo il linguista Tullio di Mauro soltanto il 20% della popolazione italiana sa veramente leggere, scrivere e contare.
D’altro canto come definire coloro che nei commenti a questo video hanno scritto corbellerie come:
Noi (padani, sic!) non ci siamo mai fatto dominare se non in questi ultimi 150 anni…purtroppo!
o
La Padania è sempre esistita anche se in passato si chiamava Longobardia e comprendeva tutta la pianura padana ,che ebbe unità politica sotto i longobardi.
come altro dovrebbero essere definiti se non ignoranti e spocchiosi?
Anche la Sbadulfia esiste nel cuore di chi ci crede. Così come gli UFO ed Atlantide, bisogna però stabilire che dignità dare a queste “credenze”.